Una volta si sceglieva una destinazione e solo dopo si decideva cosa fare. Oggi accade sempre più spesso il contrario. Si prenota una camera vicino all'autodromo di Vallelunga per un weekend in pista, un agriturismo sulle colline toscane per giocare a golf, un hotel affacciato sul lago di Garda per una regata o qualche giorno in quota per preparare una maratona. È lo sport a mettere in moto il viaggio.
Le chiamano sportcation, dall'unione di sport e vacation. Più che una moda, sono il segnale di un nuovo modo di viaggiare. La meta non è più soltanto un luogo da visitare, ma il contesto ideale in cui vivere una passione. Per qualcuno significa allenarsi, per altri gareggiare, per molti semplicemente praticare la propria disciplina preferita in un ambiente diverso dal solito.
L'Italia ha tutte le caratteristiche per intercettare questa domanda. Dalle coste ai laghi, dalle montagne agli autodromi, il Paese offre una varietà di impianti e paesaggi che pochi concorrenti possono vantare. Un patrimonio che richiama velisti, golfisti, ciclisti, motociclisti, cavalieri, runner e migliaia di appassionati alla ricerca di luoghi dove sport e territorio si incontrano.
I numeri raccontano un fenomeno ormai consolidato. ENIT, l'Agenzia Nazionale del Turismo, rileva che nel 2024 oltre 560 mila visitatori stranieri hanno scelto l'Italia per partecipare o assistere a eventi sportivi. Quei flussi hanno generato circa due milioni di pernottamenti e una spesa diretta di 338 milioni di euro. Se si considera l'intero comparto, l'Ufficio Studi di ENIT, su dati Banca Ifis, stima un impatto economico superiore ai 12 miliardi di euro.
A spostare le persone non sono soltanto le grandi competizioni. Un track day a Vallelunga, un concorso ippico, una settimana dedicata alla vela sul lago di Garda o un torneo in un golf club di prestigio muovono atleti, famiglie, tecnici e accompagnatori. Ogni appuntamento riempie alberghi, bed & breakfast, ristoranti e attività commerciali, distribuendo presenze anche lontano dall'alta stagione.
Per questo molte destinazioni stanno investendo nello sport come leva di sviluppo. Un evento ben organizzato non porta soltanto partecipanti: prolunga i soggiorni, favorisce la scoperta del territorio e genera un indotto che coinvolge l'intera economia locale. È uno dei motivi per cui amministrazioni e operatori turistici puntano sempre più su impianti, manifestazioni e servizi dedicati.
Anche l'ospitalità sta cambiando. Crescono le strutture che offrono depositi per biciclette, spazi per la manutenzione dell'attrezzatura, menù pensati per gli sportivi, aree dedicate al recupero fisico e convenzioni con circoli e centri di allenamento. Il pernottamento diventa solo una parte di un'offerta costruita intorno alle esigenze dell'ospite.
Dietro questa tendenza c'è anche un'evoluzione del modo di vivere il tempo libero. Sempre più persone preferiscono collezionare esperienze invece che semplici destinazioni. Lo sport offre un motivo per partire, crea relazioni, permette di conoscere un territorio con ritmi diversi e trasforma una vacanza in qualcosa che continua a lasciare il segno anche dopo il rientro.
Le sportcation raccontano un turismo che sta cambiando pelle. Non si parte più soltanto per raggiungere un luogo, ma per vivere un'esperienza che ha nello sport il suo filo conduttore. È una differenza sottile, ma sufficiente a spiegare perché, oggi, per molti viaggiatori la prima domanda non sia più "dove andiamo?", bensì "che cosa vogliamo fare?".
Credits foto: magnific.com