Se hai vinto quattro volte i Mondiali di calcio, e per la terza volta consecutiva non riesci nemmeno a qualificarti, sai benissimo cosa significa che l'importante è partecipare. Se una battuta su questo, che è un dato di fatto, detta da Gianni Infantino, uno che ha l'umorismo di iscrivere il mondo del calcio al Board of Peace, ti offende, allora è meglio che torni al via e resti fermo un (altro) giro: non guardare neanche le partite, leggiti Fedro, e in particolare la lezione, non è neanche una favola, della volpe e l'uva.
Insomma, l'importante è partecipare è come una lente di ingrandimento, ti fa vedere tutto più chiaro. Oddio, per scoprire che il peccato originale dello sport italiano è la sua autoreferenzialità, il suo sentirsi, forse addirittura il bisogno di sentirsi il centro del mondo, non serve nemmeno la lente. Basta mescolarsi agli altri.
Per questo è bello, alla vigilia dei Giochi, raccogliere quante più pubblicazioni possibile. A noi adesso va di lusso, Carlo Mornati non è neanche il responsabile della preparazione olimpica, è proprio uno scienziato, però è bello leggere le previsioni di Sports Ilustrated, le sue previsioni sulle medaglie. Poi i libri. A Londra 2012 era già cominciata la lunga volata per la presidenza del Coni tra Pagnozzi e Malagò. La potevi leggere anche nel racconto diverso delle due ragazze in vetrina: il mondo parlava di Valentina Vezzali come di una vera leggenda olimpica, per la stampa italiana la star era Federica Pellegrini. Per una parlavano i risultati, il ruolo scontato da portabandiera, ,l'appartenenza a un gruppo sportivo militare. Per l'altra un curriculum non altrettanto robusto ma un racconto, uno story telling se vogliamo, più curato, il fascino glamour dell'Aniene invece della divisa.
Torniamo agli Usa, al loro talento nel giornalismo nel compilare classifiche, alla loro abilità, una tecnica precisa, non una arte divinatoria, nello scoprire il nuovo, quel talento magari non ancora riconosciuto a casa sua, nel dire, prima di Londra, che la Pellegrini non sarebbe andata a medaglia (e che magari sarebbe tornata poi sul podio).
In questi giorni Time ha pubblicato la lista delle 100 persone più importanti nel mondo dello sport. Quattro categorie: icone, titani, innovatori, leader. Sinner è un'icona, Kimi Antonelli è già un leader (come Infantino). Cosa non abbiamo capito noi italiani che ci stupiamo di ritrovare in questa stessa categoria Gerry Cardinale? Certo, sappiamo che è una delle persone più potenti nel mondo dello sport, ma al Milan ha solo lasciato intuire appunto le potenzialità di Red Bird, la gestione almeno della squadra non può essere definita un modello. L'importante è partecipare significa, nel caso, evitare di confondere classifica e progettualità, cercare o anche solo aspettare che arrivino idee da un modo di pensare diverso dal nostro.
(Terzo articolo della serie "L'importante è partecipare" a cura di Corsolini).
Credits foto: figc.it