Dal 27 giugno all'1 luglio, la culla del movimento olimpico è tornata a essere il centro nevralgico di una riflessione globale sul futuro dello sport. L’Accademia Olimpica Internazionale di Olimpia, in Grecia, ha ospitato il Simposio internazionale "Lo Sport genera Futuro", un importante momento di confronto focalizzato sul valore educativo, sociale e culturale dell'attività motoria come strumento per costruire comunità più inclusive, eque e solidali.
A rappresentare l’Abruzzo e il territorio teramano in questo prestigioso consesso c’era anche io, col ruolo di Direttore dell'Ufficio Sport della Diocesi di Teramo-Atri, e Referente regionale della Fondazione Sportcity. La mia presenza ha inserito la realtà locale all’interno di un network internazionale di altissimo profilo, orientato a ridisegnare le politiche sportive per il bene comune. Il Simposio, promosso dalla CEI (Conferenza Episcopale Italiana) e dalla Fondazione Giovanni Paolo II, ha visto la partecipazione di circa cinquanta esponenti di spicco dello sport e delle istituzioni nazionali. Ai tavoli di lavoro si sono alternati autorevoli relatori del mondo ecclesiale, olimpico e manageriale. Tra i presenti si sono confrontati mons. Giuseppe Baturi, Segretario Generale della CEI, mons. Melchor Sánchez de Toca y Alameda, membro della Fondazione Giovanni Paolo II per lo Sport, Rossana Ciuffetti, Direttore di Sport Impact di Sport e Salute S.p.A., Silvia Marrama, Capo dell’Ufficio XII - Diplomazia sportiva del Ministero degli Esteri, e Konstantinos Georgiadis, Decano della International Olympic Academy. Insieme a loro, hanno arricchito il dibattito Juri Morico in rappresentanza del CONI, Katia Arrighi come referente del CIP (Comitato Italiano Paralimpico), Beniamino Quintieri, Presidente dell'Istituto per il Credito Sportivo e Culturale (ICS), e tanti altri. Il ministro dello Sport Andrea Abodi si è collegato per un significativo intervento.
La presenza di figure di tale profilo, ha alimentato un confronto ricco di proposte concrete per rimettere lo sport al servizio della persona, del finanziamento alle infrastrutture sociali, dell'inclusione e della crescita delle comunità urbane.
Particolarmente significativa è stata la sessione tenutasi direttamente nel sito archeologico di Olimpia, dove nel 776 a.C. nacquero i Giochi e da cui, a fine Ottocento, Pierre de Coubertin trasse l'ispirazione per le Olimpiadi moderne.

Per me, camminare sulla terra dove è nato l'ideale olimpico ci ricorda che lo sport, prima ancora di essere performance o spettacolo, ed è il più potente generatore di socialità e benessere comunitario di cui disponiamo. Oggi la sfida si sposta nelle nostre città: dobbiamo far uscire la pratica sportiva dai soli impianti tradizionali per diffonderla nei parchi, nelle piazze, nelle scuole e nelle parrocchie. Le linee guida emerse in questo Simposio non rimarranno teoria. Anche come Fondazione Sportcity Abruzzo siamo già al lavoro per tradurre questi stimoli in una rete concreta che metta insieme amministrazioni locali, associazioni, diocesi e terzo settore.