Trevi Città dell’olio, città slow, città bio, Bandiera Arancione del Touring Club, uno dei borghi più belli d’Italia con certificazione ambientale Emas. Un autentico “museo diffuso” per le mille espressioni d’arte, di natura e di paesaggio ma grazie all’impegno dell’Amministrazione Comunale anche terra a forte vocazione sportiva. Percorsi in bici, attività equestri, trekking e tanto altro in piena sintonia con la filosofia della Fondazione Sportcity con la quale è nata una simbiosi importanti, una sinergia che è cresciuta negli anni e che crescerà ancora. Ne parliamo a tutto tondo con Mirko Menicacci, Assessore al personale, protezione civile, associazionismo volontariato, sport e rapporti con il personale che tanto si sta adoperando per lo sviluppo dello sport nel suo centro.
Trevi è stata una delle città che per prime hanno creduto nel progetto Sporticity. La 'sportivizzazione' della città è nella filosofia del vostro Comune?
“Trevi, data la sua centralità nella valle umbra, dato il suo patrimonio ambientale, ecologico, paesaggistico e culturale si presta benissimo ad essere città “sportivizzata”. Già lo è perché operano su Trevi tante associazioni sportive dei più disparati sport, ma lo sforzo e l’attenzione della amministrazione comunale va verso quello persone che non esercitando attività sportiva costante, sono attente al movimento, agli esercizi all’aria aperta, a quella palestra en plein air che il nostro territorio può offrire” .
Quali iniziative state organizzando per il prossimo 20 settembre in occasione dello Sporticity Da?
“ Per il 20 settembre abbiamo avviato una serie di interlocuzioni che porteranno ad una manifestazione particolarmente significativa“.
In qualità di Assessore allo Sport crede che gli spazi aperti delle città (piazze, parchi, aree pubbliche) possano essere destinati sempre più all'attività sportiva dandone sempre più libera fruizione ad ASD e cittadini?
“La città è a disposizione per ogni tipo di attività sportiva, motoria, culturale. Il nostro mandato si caratterizza proprio per questo: aprire spazi e contenitori pubblici per le fruizioni più diverse. Ad esempio abbiamo assegnato una sede in una delle Ville più belle della città-Villa Fabri- al Panathlon Club Clitunno (associazione riconosciuta dal Comitato Olimpico Internazionale)che ricomprende 19 comuni dell’area Foligno-Spoleto-Valnerina, perché vogliamo anche divulgare i valori etici dello sport. Abbiamo pensato, creato ed organizzato una manifestazione nazionale di inclusione per i ragazzi sordi-Umbria4deaf-basata sullo sport“.
Qual è la situazione dell'impiantistica sportiva nel vostro
Comune e quali interventi sta facendo l'amministrazione Comunale per migliorare
le strutture esistenti e per crearne di nuove?
“Possiamo vantare un’impiantistica sportiva molto variegata; possiamo dire che tutti gli sport possono essere praticati a Trevi. La nostra azione è finalizzata alla manutenzione straordinaria, all’efficientamento energetico, alla ottimizzazione delle risorse(sia finanziarie che strutturali). La vera sfida è mettere in condizione le associazioni concessionarie di avere una gestione sostenibile degli impianti. Le associazioni devono investire sullo spot e non sulle bollette“.
Da Assessore allo Sport quali iniziative ritiene debbano essere prese dalla
pubbliche amministrazioni per migliorale la 'sportivizzazione' della
popolazione?
“I comuni, soprattutto quelli piccoli che non ricadano in situazioni particolari per le quali hanno accesso a fondi specifici e/o particolari, hanno grossi limiti di bilancio per qualsiasi attività amministrativa volessero organizzare. Dopo la modifica dell’art.33 della Costituzione, deve essere lo stato centrale a iniettare risorse nel comparto sport, anche perché sono soldi che rientrerebbero sotto altre forme, vedi la prevenzione di malattie e patologie particolari).