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Vedere lo sport dove non c'è
C'è un libro. Alec Ross, un tipo particolarmente sveglio, al punto che ha guidato la politica tecnologica per la campagna presidenziale di Barack Obama, è in Italia ornai da qualche anno. Insegna alla Bologna Business School. Ha scritto un manifesto in cui il sottotitolo sembra adatto pure allo sport: Riprendersi il futuro. Il titolo invece nasce da una cancellatura: The American, ecco il termine cancellato, Italian Dream. Magari il titolo di questa rubrica, "L'importante è partecipare", ci ha portato lontano, ma già nell'introduzione si capisce che la bussola sta indicando sempre la stessa direzione: "In America, avere una visione significa essere pionieri, innovatori. I nomi che vengono in mente, come Steve Jobs, Thomas Edison o i fratelli Wright, appartengono a persone le cui visioni hanno cambiato il mondo, dal modo in cui comunichiamo a quello in cui viaggiamo. Ma in Italia la parola stessa sognatore o visionario ha un peso diverso. Non è così implicitamente o esplicitamente positiva come lo è nel contesto americano. In italiano, chiamare qualcuno sognatore è quasi un insulto". Da noi, dice ancora Ross parlando del Paese in cui si trova ora, "il cambiamento è spesso visto come qualcosa da gestire con cautela, piuttosto che da inseguire con energia". Siamo arrivati a quel fastidioso punto morto che si chiama autoreferenzialità: il freno tirato a ogni progetto coraggioso, il però detto, come un giudizio, e non come complimento, a proposito di chi ci prova". Ciò che manca all'Italia è un sogno rivolto al futuro - un senso collettivo di ciò che potrebbe essere, non solo di ciò che è stato": abbiamo dei sogni nostalgici, non innovativi. Pensiamo ai Mondiali vinti, non a come smettere di perderli perché nemmeno ci qualifichiamo. Soprattutto, non facciamo un esercizio che sarebbe facile: pensiamo allo sport solo quando evocato direttamente, mentre dovremmo allenarci a vedere lo sport dove non c'è, quando non c'è. E' lì che troveremmo l'occasione di riprenderci il futuro. Senza condannare nessuno, semplicemente facendo questo esercizio, riconosco lo sport, il fastidio crescente che tanti provano verso la nuova legge sul settore, invece che provare a interpretarla come strumento di crescita nel capitolo intitolato Fiducia Sfiducia, il gioco dei contrasti su cui è costruito il libro. "Al diminuire della fiducia all'interno di un sistema sociale, aumenta la necessità di burocrazia; purtroppo, il vero problema è che non vale la regola opposta: riducendo la burocrazia, difficilmente cresce la fiducia all'interno di un sistema sociale". Lo dice a Ross, un brillante giovane Ceo, Alessandro Cillario, uno che non si occupa di sport ma lo respira ogni giorno vivendo a Bologna. E lascio la chiusura a Ross: "Esiste un'espressione: America innovates. China replicates. Europe regulates. A questa si potrebbe aggiungere :Italy complicates". Stiamo parlando di sport, o sto sbagliando?
(Ottavo articolo della serie "L'importante è partecipare" a cura di Corsolini).
Credits foto: en.wikipedia.org
(Ottavo articolo della serie "L'importante è partecipare" a cura di Corsolini).
Credits foto: en.wikipedia.org