Quando l'1 gennaio di quest'anno abbiamo acceso i motori di SportCityWeekly, lo abbiamo fatto con una convinzione semplice: nel nostro Paese c’è spazio per raccontare lo sport senza parlare di risultati, grandi imprese, gossip, ma con uno sguardo meno strillato e più vicino a chi lo sport lo vive in forme differenti.
Oggi, a sei mesi e mezzo da quel primo articolo, possiamo dirlo senza retorica: quella convinzione era giusta. Abbiamo pubblicato 250 articoli originali. Non un numero qualsiasi, ma 250 storie scelte, scritte e riscritte prima di arrivare sotto i vostri occhi. Duecentocinquanta volte in cui abbiamo pensato, spesso, "questa vale la pena raccontarla, questa no". La riflessione è stata premiata, perché oltre 40.000 utenti unici hanno scelto di fermarsi qualche minuto su uno dei nostri articoli. Quarantamila persone diverse, che in diversi momenti del giorno in cui aprono il telefono, il tablet o il computer, hanno deciso di cliccare sul nostro sito e scegliere di dedicare del tempo a leggere ciò che hanno scritto i nostri contributor, siano giornalisti o professionisti di settore. Non sono un dato su un grafico. Sono lettori che hanno dato fiducia a noi che non siamo una testata mainstream.
Non lo nascondiamo: sei mesi fa non sapevamo se qualcuno ci avrebbe seguito. Nascere il 1° gennaio significa nascere senza rete, senza un pubblico ereditato, senza garanzie. Significa che ogni singolo lettore che ci ha trovato, ci ha trovato perché qualcosa di quello che scrivevamo gli è arrivato davvero. Questo, vale più di qualsiasi altro riconoscimento.
Ma i numeri, per quanto belli, non sono il punto di arrivo. Sono la conferma che la strada è quella giusta, e insieme la misura di quanto lavoro ci resta da fare. Duecentocinquanta articoli sono un inizio, non un traguardo. Quarantamila lettori sono una responsabilità, non un trofeo da esporre.
Continueremo a fare quello che abbiamo fatto fino a oggi: raccontare lo sport come ci piace e come crediamo piaccia a chi ha la curiosità di leggere qualcosa fuori dalla consueta narrazione.
A chi ci ha letto una volta sola: grazie, speriamo di avervi dato un motivo per tornare. A chi ci legge ogni settimana: siete il motivo per cui questa testata ha un senso. A chi ancora non ci conosce: la porta è aperta, e le prossime 250 storie sono già in lavorazione.