Per anni la maratona è stata associata a sportivi esperti, atleti maturi o appassionati di lunga data. Oggi il panorama sta cambiando rapidamente. Sempre più giovani scelgono di indossare le scarpe da running, iscriversi a una gara e affrontare sfide che fino a pochi anni fa sembravano lontane dall'immaginario della Generazione Z. I numeri confermano il fenomeno. Secondo i dati della società di ricerca GWI, riportati da Samba Digital, il numero di giovani runner appartenenti alla Generazione Z è passato da 186 milioni nel 2022 a 259 milioni nel 2025, con oltre 70 milioni di nuovi praticanti in appena tre anni. La crescita non riguarda soltanto la corsa occasionale. Le gare su strada registrano una presenza sempre maggiore di under 30. Negli Stati Uniti, diverse analisi sul mondo delle road race evidenziano come, dopo la pandemia, i giovani abbiano contribuito in modo decisivo all'aumento dei partecipanti nelle prove dai 5 chilometri fino alla maratona. Anche le grandi maratone internazionali stanno osservando un ricambio generazionale. Per l'edizione 2026 della Maratona di Londra sono state registrate oltre 1,1 milioni di richieste di iscrizione, un record assoluto. Più di un terzo dei candidati appartiene alla fascia di età compresa tra i 18 e i 29 anni.

La domanda da porsi è semplice: perché una generazione cresciuta tra smartphone, piattaforme digitali e contenuti sempre più rapidi sceglie di dedicare mesi di preparazione a una gara di 42 chilometri e 195 metri? Una parte della risposta si trova proprio nei social network. Applicazioni come Strava hanno trasformato la corsa in un'esperienza condivisa. Allenamenti, progressi e obiettivi possono essere raccontati e confrontati con una comunità globale. Nel rapporto "Year in Sport 2025", Strava evidenzia come la Generazione Z sia la fascia più motivata dalla partecipazione a gare ed eventi sportivi. Ridurre il fenomeno a una semplice moda digitale sarebbe però un errore. Per molti giovani la corsa rappresenta uno spazio di benessere mentale, un momento di disconnessione e una risposta concreta ai ritmi sempre più intensi della vita quotidiana. La pratica sportiva diventa così uno strumento per gestire stress, ansia e pressione sociale.

Un altro elemento decisivo è la dimensione collettiva. I running club stanno vivendo una crescita straordinaria. Secondo il Running Industry Association, la partecipazione ai gruppi di corsa è aumentata del 59% a livello globale negli ultimi due anni. Questi gruppi non sono soltanto luoghi di allenamento. Sono occasioni di incontro, amicizia e condivisione. Molti osservatori parlano dei running club come dei nuovi spazi sociali delle giovani generazioni. Non è raro vedere gruppi di ragazzi e ragazze ritrovarsi all'alba o dopo il lavoro per correre insieme, sostituendo aperitivi e serate tradizionali con attività all'aria aperta. Anche l'accessibilità della corsa gioca un ruolo importante. Per iniziare servono poche attrezzature, non occorre prenotare campi o strutture e ciascuno può adattare l'allenamento alle proprie possibilità. In un periodo storico in cui molti sport richiedono investimenti significativi, la corsa continua a essere una delle attività più semplici e immediate da praticare.

La maratona, in questo contesto, assume un significato che va oltre la prestazione sportiva. Diventa un obiettivo personale, una sfida contro i propri limiti e una testimonianza concreta di costanza e determinazione. In una società caratterizzata dall'immediatezza, preparare una maratona significa accettare tempi lunghi, costruire un percorso e valorizzare il sacrificio quotidiano. La crescita delle iscrizioni alle grandi gare internazionali e il continuo aumento dei giovani runner suggeriscono che non si tratta di una tendenza passeggera. La Generazione Z sta riscoprendo il valore della corsa e sta contribuendo a ridisegnare il volto del movimento podistico mondiale, portando nelle maratone nuove energie, nuove motivazioni e una cultura sportiva sempre più inclusiva e partecipata.


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