Ci sono parole che hanno la capacità di rompere il silenzio. Quelle pronunciate da Marco Tardelli a Notti Mondiali appartengono a questa categoria. Mentre molti sceglievano la prudenza, lui ha scelto la chiarezza. Senza alzare la voce, ma senza abbassare la testa. Commentando la revoca della squalifica dell'attaccante statunitense Folarin Balogun alla vigilia degli ottavi di finale contro il Belgio, Tardelli ha detto ciò che tanti pensavano e che quasi nessuno aveva avuto il coraggio di pronunciare in diretta televisiva. «Questa è una gran brutta cosa. A parte la volontarietà o meno, quello era fallo e la squalifica non andava annullata. Ma in questo Mondiale si può fare di tutto, basta ricevere degli ordini». Una frase che ha gelato lo studio. Paola Ferrari ha provato subito a frenare il colpo. «Degli...? Degli ordini», ha ribadito Tardelli, senza cambiare una virgola. Poi è arrivata la presa di distanza della conduttrice: «Hai detto una cosa importante, te ne assumi la responsabilità». La risposta è stata semplice e perfetta :«Certo che me ne assumo la responsabilità». Ecco il punto. Assumersi la responsabilità delle proprie idee è diventato quasi rivoluzionario. Il riferimento di Tardelli era alle ricostruzioni giornalistiche secondo cui il presidente della FIFA avrebbe ricevuto pressioni dalla Casa Bianca in relazione alla vicenda Balogun. Una ricostruzione riportata dal New York Times e ripresa anche da AFP e Associated Press, pur in assenza di conferme ufficiali che colleghino direttamente eventuali interlocuzioni politiche alla decisione finale degli organi competenti. Ognuno è libero di condividere o meno le conclusioni di Tardelli. Quello che non si può negare è che abbia avuto il coraggio di esporsi. Ed è proprio questo che colpisce. In uno studio televisivo pieno di professionisti dell'informazione e del calcio, l'unico ad assumersi il peso di un'opinione netta è stato un ex calciatore. Forse perché il coraggio non si improvvisa. Il compito del giornalismo non è quello di rassicurare il potere, ma di porre domande, alimentare il confronto, accendere il dubbio quando i fatti lo giustificano. Per questo sto con Tardelli. Non perché ogni sua parola debba essere considerata una verità assoluta, ma perché ha ricordato a tutti che la libertà di esprimere un'opinione, assumendosene fino in fondo la responsabilità. E questo è il sale della democrazia e anche dello sport. Il coraggio è contagioso. Il conformismo lo è ancora di più. Sta a ciascuno decidere da che parte stare.

*Presidente SportItaliae

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