Leggere oggi, un anno prima, che la Sail Gp, la formula 1 del mare, garantirà per la tappa di Ostia un indotto da 25 milioni di euro non aggiunge molto alla conoscenza dell'evento e sembra solo un'ultima replica del vero sport italiano del momento: dichiarare il valore economico di ogni evento.
Si resta spiazzati: da Paese che non riusciva a catalogare la legacy, l'eredità, un mix di valori tangibili e intangibili, l'Italia è diventata capace di misurare addirittura in
anticipo il famoso indotto.
Ogni domanda spazzata via da certezze, meglio se a doppia cifra. Abbiamo creduto alla favola delle Olimpiadi a costo zero ? Perché non continuare a credere prima ?
Poi abbiamo scoperto che al costo zero non ci siamo avvicinati anche perché il contractor che vendeva i biglietti, nemmeno economici, non ha registrato il sold out previsto.
Sia chiaro, non si contesta il singolo evento. Ma il metodo, quello si. Ogni evento deve avere un valore ? Bene, prepariamo i budget e poi chiudiamo i bilanci. Dichiarare prima il risultato vuol dire non credere al valore della partita o della gara, vuol diredare un valore altro, un po'troppo altro allo sport.
Un evento di base allora, un torneo giovanile non hanno senso perché non permettono di fotografarne il valore un anno prima ? Tutti quei soldi generati dallo sport in che misura ritornano allo sport ? Non è fantascienza, di quella che mette paura, pensare che di questo passo alla tassa di soggiorno si aggiunga quella per gli eventi sportivi. Prima di arrivare a questo abbiamo una possibilità: tornare ai valori dello sport, lavorare su quelli, rispettare i tempi, ovvero programmare la semina prima del raccolto per non arrivare a uno sport OEM, un’organizzazione economicamente modificata.
Credits foto: sailgp.com