Ai tempi del Zanardi pilota, non c'erano corse a Las Vegas. Tra pochi giorni in Nevada partono gli Enhanced Games, un evento sportivo, un delirio verrebbe da dire, promosso da un australiano che ha trovato terreno fertile negli Usa di questi tempi: gli atleti partecipanti potranno assumete qualunque sostanza, con la garanzia che non ci saranno controlli antidoping, considerati dagli organizzatori una inutile formalità. Alex il tema lo ha affrontato alla sua maniera: "Ci si può drogare di cose buone, e una di queste è sicuramente lo sport".
Alex Zanardi, AZ, Jeff Bezos ci ha persino costruito il marchio di un impero su queste iniziali. Unico vantaggio, per noi, ricordare che Alex aveva un secondo nome, Leone, buono per spiegare il suo carattere, lontano anni luce dai suoi modi, sempre cortese, sempre cordiale. Capace dello stesso dialogo col diavolo, detto senza offesa, poi si capirà meglio, e con l'acqua santa.
Appena ci fu l'incidente, quello in handbike, coinvolto da don Marco Pozza, che in questi quattordici giorni su SportCityWeekly è stato forse il miglior attore non protagonista, Papa Francesco mandò una lettera pubblicata sulla prima pagina della Gazzetta: "Carissimo Alessandro, la sua storia è un esempio di come riuscire a ripartire dopo uno stop improvviso. Attraverso lo sport ha insegnato a vivere la vita da protagonisti facendo della disabilità una lezione di umanità . Grazie per aver dato forza a chi l'aveva perduta". A questo punto un dubbio: Alex lo avrebbe ricordato, proprio qui, che uno dei suoi amici più stretti era Max...Papis?
Il diavolo, ripeto, detto senza offesa, è Valentino Rossi che, nel 98, chiede: "Ma sei Tu quello che ha fatto quel sorpasso? Io non riesco neanche a immaginarmelo". E invece, potenza dell'esempio, la regola dei cinque secondi applicata con creatività, anche il Dottore metterà il suo autografo sulla Cavatappi a Laguna Seca, vittima di un altro The pass Stoner.
AZ: i tredici giri che ha voluto completare, quanti gliene mancavano al momento dell'incidente, con la gente al Lausitzring che si alza ad applaudire l'uomo e il pilota, forse proprio in quest'ordine; il pilota che si inventa un'esultanza e lascia un segno sull'asfalto del circuito, firmando con una derapata in sovrasterzo, manovra che ha pure un nome: Doughnut-shaped-circles. La Cavatappi per qualcuno dovrebbe diventare Zanardi's corner. Ci sono cinque ore di auto, altrimenti sarebbe stato un consiglio ottimo per una cerimonia di intitolazione quando tra due anni le Paralimpiadi arriveranno a Los Angeles. Magari ci penserà la Dallara che ha unito la carriera di Alex.
Grande tra i grandi, ha chiesto a Mario Andretti la prefazione a un suo libro. Andretti gli ha chiesto: vuoi che scriva qualcosa in particolare ? La risposta: "In effetti, devo ordinare delle gambe. Secondo Te quanto dovrei essere alto ?"
Alex Zanardi ha reinterpretato persino Nelson Mandela: Non perdo mai. O vinco, o faccio un sorriso. E faccio sorridere pure voi (segue). 

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