Presentati alla Camera dei Deputati i risultati del progetto promosso da ENDAS, OPES e ACSI. Dieci principi guideranno l’organizzazione degli eventi sportivi dilettantistici in chiave green.

Lo sport di base si candida a essere uno dei protagonisti della transizione ecologica. È questo il messaggio emerso dalla conferenza stampa ospitata presso la Camera dei Deputati, dove ENDAS, OPES e ACSI hanno presentato i risultati del progetto LIME – Laboratori Inclusivi per il Movimento e l’Ecologia e la sua principale eredità: la Carta Verde per gli Eventi Sportivi Dilettantistici.

Il documento, che sarà diffuso dal prossimo 16 giugno, propone dieci principi operativi per accompagnare associazioni sportive, società dilettantistiche ed enti del Terzo Settore nella progettazione e gestione di manifestazioni sempre più attente agli impatti ambientali e sociali.

Nato come attuazione del Protocollo di Parigi 2024, sottoscritto dai tre Enti di Promozione Sportiva con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e il CONI, il progetto LIME ha sviluppato strumenti concreti per favorire la sostenibilità nel mondo sportivo. Tra questi, oltre alla Carta Verde, anche il MOGS – Modello di Organizzazione e Gestione Sostenibile, pensato per supportare gli enti nella definizione di pratiche gestionali responsabili.

Accanto agli strumenti metodologici, il progetto ha promosso attività formative, campagne di sensibilizzazione e tre eventi pilota che hanno consentito di testare sul campo i principi della sostenibilità applicata allo sport. ENDAS ha sperimentato le linee guida durante la Finalissima Nazionale Danza, evento completamente plastic free; OPES le ha applicate all’OKTAGON, manifestazione internazionale di sport da combattimento certificata secondo la norma ISO 20121; ACSI ha invece scelto la Penta Run – Memorial Silvio Di Francia, iniziativa che ha unito sport, inclusione e attenzione all’ambiente.

«LIME si conclude come progetto, ma prosegue nella cultura, nelle scelte e nell’impegno quotidiano delle nostre realtà associative», ha sottolineato il presidente nazionale ENDAS Paolo Serapiglia, evidenziando il valore pratico della Carta Verde e degli strumenti sviluppati.

Sulla stessa linea il presidente nazionale OPES Juri Morico, che ha definito la Carta Verde «un faro» per il sistema sportivo dilettantistico, capace di orientare associazioni e organizzatori verso modelli più sostenibili e responsabili.

Per Antonino Viti, presidente nazionale ACSI, il progetto ha dimostrato come lo sport di base possa trasformarsi in «un laboratorio permanente di innovazione sociale e ambientale», contribuendo alla diffusione di una cultura della sostenibilità e della cittadinanza attiva.

La Carta Verde si ispira ai principi dell’Agenda 2030, agli standard internazionali per gli eventi sostenibili e ai Criteri Ambientali Minimi previsti dalla normativa nazionale. Dalla gestione dei rifiuti alla mobilità sostenibile, dall’accessibilità all’utilizzo di energie rinnovabili, fino alla comunicazione e agli approvvigionamenti, il documento individua dieci aree di intervento nelle quali tradurre gli obiettivi della sostenibilità in azioni concrete e misurabili.

Un aspetto particolarmente significativo riguarda il metodo adottato: la sostenibilità viene considerata non come un costo aggiuntivo, ma come una leva di innovazione, competitività e sviluppo per l’intero sistema sportivo.

Il percorso di LIME si concluderà ufficialmente il 16 giugno con un forum nazionale sulla sostenibilità nello sport, in programma al Salone d’Onore del CONI. Un appuntamento che segnerà il passaggio da progetto sperimentale a patrimonio condiviso, mettendo a disposizione di tutto il movimento sportivo strumenti e competenze per costruire eventi sempre più sostenibili, inclusivi e attenti ai territori.