C'è un'idea che attraversa Sportcity Cult come un filo invisibile: che le città possano essere pensate, vissute e trasformate in modo diverso, se sport e cultura smettono di parlarsi a distanza e iniziano a condividere spazi, linguaggi e visioni. La prima edizione del festival — ideato da Fabio Pagliara, Presidente di Fondazione Sportcity — ha scelto Pietrasanta per scommettere su questa intuizione, e la città ha risposto. Lo scorso week end, piazze, palchi e strade del centro storico hanno ospitato un programma fitto e trasversale: talk istituzionali, performance di teatro di strada, incontri letterari, un DJ set a sorpresa, sotto la direzione artistica di Nicola Cilento, capace di mettere insieme un vero e proprio spettacolo apprezzato dal pubblico. Ad aprire i lavori, un dialogo a tre voci che ha immediatamente chiarito le ambizioni della manifestazione. Dario Vergassola, con Angelo Argento di Cultura Italiae e il regista Fausto Brizzi, ha messo al centro il ruolo della cultura come leva di benessere urbano e partecipazione civica. Un'apertura brillante e al contempo densa di contenuto, capace di dare il tono all'intera due giorni senza scivolare nella retorica del convegno. Tra i momenti più attesi, il talk "Il Ring delle Scelte", realizzato in collaborazione con la Federazione Pugilistica Italiana. Sul palco si sono seduti i pugili Alessia Mesiano ed Emanuele Blandamura, insieme all'attore e doppiatore Pasquale Anselmo e al produttore esecutivo Franco della Posta. Al centro del confronto, una domanda che travalica i confini dello sport: cosa significa scegliere ogni giorno chi si vuole essere? Il talk ha toccato anche un tema tutt'altro che marginale: la lotta contro la violenza sulle donne, attraverso il racconto del progetto federale "Provaci con me". Un passaggio che ha ricordato come lo sport, quando vuole, possa farsi strumento di responsabilità sociale. Parallelamente ai talk istituzionali, il Fringe Festival ha portato nelle piazze energia creativa e sperimentazione, con performance che hanno trasformato i passanti in spettatori improvvisati e la città in un palcoscenico a cielo aperto. Gli incontri di letteratura hanno aggiunto una dimensione più raccolta, capace di bilanciare con profondità il ritmo festivaliero.
Il secondo giorno ha riservato un talk inatteso quanto riuscito: cinema e sport a confronto, con l'attrice Donatella Pompadur, Franco della Posta e il pilota di Formula 1 Giancarlo Fisichella. Il filo conduttore era la capacità delle storie — sullo schermo come sulle piste — di generare immaginari collettivi e ispirare chi le segue. Un dialogo che ha mostrato come discipline apparentemente lontane condividano una stessa grammatica emotiva. A chiudere Sportcity Cult, un finale inaspettato: Giancarlo Fisichella alla consolle, con un DJ set che ha trasformato Piazza Duomo in uno spazio di festa condivisa. Un gesto simbolico, forse, ma efficace: lo sport che depone i panni della competizione e si mette al servizio del piacere collettivo.
Sportcity Cult è stato un modo per testare se piazze e teatri possano diventare luoghi di incontro strutturato tra benessere, arte e cittadinanza attiva e Pietrasanta, con la sua vocazione culturale e la disponibilità dell'amministrazione comunale, si è rivelata una cornice ideale per questa prima sperimentazione.
Credits foto: Ufficio Stampa Sportcity