Se la Fondazione Sportcity è diventata in pochi anni un simulacro dello sport diffuso all’aria aperta, dando vita in Italia alla “Repubblica del Movimento”, con iniziative che solo qualche tempo fa non erano neanche ipotizzabili nel nostro Paese, sono certa che il presidente Fabio Pagliara abbia tratto linfa e idee da quanto a New York, città nella quale sono nata e cresciuta, è tradizione da sempre. Lo sport gratuito, per tutti, in ogni angolo dei cinque borough, fa parte di una consolidata filosofia, aperta ad ogni classe sociale. Asfalto, spazi verdi, bacini acquatici: ogni angolo del territorio regala opportunità per mettersi in moto.

Sin da bambina ero ammaliata, camminando per le strade di Manhattan, a qualsiasi ora del giorno e anche della notte, nel vedere persone comuni praticare sport.

 La passione per il basket, comune a migliaia di newyorkesi, trova libero sfogo nella miriade di playground disseminati in ogni angolo. Il The Cage, nella zona di Greenwich, è probabilmente il più famoso, conosciuto e frequentato, ma Rucker Park, St. Nicholas Terrace, De Witt Clinton Park e Happy Warrior Playground sono altri luoghi iconici della pallacanestro, sul cui asfalto si sono cimentate anche alcune delle “stelle” dell’NBA, come Kobe Bryant e Kevin Durant, mescolati fra i tanti, di ogni età, pronti a cimentarsi con la palla a spicchi fra le mani.

La Grande Mela è naturalmente la Mecca dei runners e offre probabilmente le migliori location al mondo per correre e allenarsi. Il luogo simbolo è Central Park (teatro dell’arrivo della maratona più famosa al mondo), dove esiste un anello di circa 9,7 km, ben attrezzato e ideale per fare jogging, da soli o in gruppo. Lungo il percorso c’è anche la possibilità di praticare fitness grazie a programmi guidati. Altra location ideale è la Hudson River Greenway, che scorre lungo il fiume, con viste spettacolari sull’acqua e sullo skyline. La High Line, ex ferrovia sopraelevata trasformata in parco urbano, è ideale per corse leggere, tra installazioni artistiche e aree verdi. Anche Domino Park, a Brooklyn, è diventato un punto di riferimento per gli allenamenti all’aperto.

Lo sport a New York fa comunità. Celeberrima in tutto il mondo è “The Rise”, comunità di fitness all’aria aperta gratuita, fondata da Dave Johnson e Anthony Burdi nel 2012, che si fonda su tre regole semplicissime: 1) chiunque può partecipare; 2) tutti sono i benvenuti; 3) divertimento assicurato. The Rise garantisce lezioni gratuite dal lunedì al venerdì, dalle 6.30 del mattino, per coloro che poi torneranno tonificati alle attività lavorative, in diverse location dei cinque borough. Washington Square Park il lunedì, Brooklyn il martedì, Bryant Park il mercoledì, nel Queens o a Flatiron District il giovedì e a Williamsburg Bridge il venerdì.

E come non emozionarsi, passando sulle sponde dell’Hudson, nel vedere migliaia di skater cimentarsi nei numerosi spazi attrezzati a loro riservati. È in via di completamento un grande progetto, che verrà ultimato nel 2027, sostenuto dallo skateboarder professionista Tony Hawk, che vedrà la realizzazione di quattro nuovi skatepark, con un investimento complessivo di 24 milioni di dollari, di cui due dislocati a Brooklyn. Il progetto, promosso dall’associazione no-profit Skatepark Project, creata da Hawk, ha come obiettivo quello di costruire parchi nei quartieri più svantaggiati delle città americane e cerca di organizzare spazi che offrano opportunità di pattinare e di sviluppare una sostenibilità ecologica.

La città regala grandi spazi per gli amanti e i praticanti delle due ruote, con piste ciclabili che attraversano il centro e le periferie, dando ai biker la possibilità di esplorare quartieri e il lungofiume, potendo godere di scorci panoramici unici al mondo. I servizi di bike sharing facilitano gli spostamenti, mentre la rete Citi Bike continua ad ampliarsi e il noleggio di e-bike è sempre più diffuso, soprattutto a Brooklyn e Queens.

Uno degli sport di tendenza di questi ultimi anni è il pickleball, oggi qualcosa in più di un gioco da cortile, con nuovi campi che aprono in parchi e centri comunitari in tutti e cinque i distretti. È stata creata una rete dove i praticanti possono interagire e aggregarsi, trovando una squadra o un campo dove giocare, consultando il sito www.nycpickleball.com.

Le spiagge newyorkesi permettono inoltre di praticare sport acquatici quando il clima lo consente: surf a Long Beach, kitesurf a Coney Island e stand-up paddleboarding a Rockaway Beach sono tra le opzioni più popolari. Nei mesi estivi, in genere da luglio a settembre, è possibile praticare kayak e SUP lungo i fiumi Hudson ed East.

In una città come New York si possono trovare anche opportunità per praticare la pesca: luoghi come l’Harlem Meer di Central Park e il lago di Prospect Park offrono questa possibilità. Questi specchi d’acqua ospitano diverse specie di pesci e permettono di dedicarsi a un’attività rilassante senza uscire dalla città.

Negli ultimi anni è esplosa la passione per il nostro calcio, il soccer per gli abitanti degli States. In occasione della Coppa del Mondo, che ha avuto come teatro gli Stati Uniti, il sindaco di New York Zohran Mamdani ha lanciato il progetto “Soccer Streets”, un’iniziativa volta a trasformare cinquanta strade della città in veri e propri campi da calcio all’aperto. Le aree sono state scelte davanti alle scuole pubbliche dei cinque borough. L’obiettivo è stato quello di trasformare il Mondiale non soltanto in uno spettacolo per chi può permettersi un biglietto, ma in una festa capace di coinvolgere tutti i cittadini.

I numeri parlano chiaro: New York, ad oggi, dispone di 800 “athletic fields”, cioè impianti per attività multiple, dal calcio al baseball, più 550 campi da tennis all’aperto e 557 campi da basket. E il novanta per cento degli impianti è tenuto in ottime condizioni. Decine di migliaia di persone ogni giorno invadono gli impianti per fare sport. Cosa che per noi newyorkesi, da sempre, è la normalità.


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